Ti vorrei sfiorare
il viso con la mano
raccontarti di me
del tempo andato
e di quello nuovo nelle mie mani
Vorrei sentire il calore
della tua mano sul mio braccio
e rivedere gli occhi tuoi
riflessi nei miei
che muti e severi mi aiutavano
a credere in me stessa!
Il tempo è implacabile
non rallenta la sua corsa
ed io annaspo
cado e mi rialzo
senza più il tuo sostegno!
Cerco ombre sulle mura bianche
rievoco la tua voce
ma trovo solo il tuo ricordo
come orma pregnante
nell’anima mia!


_… ma è possibile che passano gli anni e non riesci a farti scivolare tutto addosso?_
Guardo, sgranando gli occhi, corpi a me vicini che non hanno nulla di familiare,
pensieri si intrecciano facendo rumore…
_…io dovrei cambiare?___
_… io dovrei abituarmi a farmi scivolare come acqua putrida le maldicenze
o il banale sentire di chi non ha un minimo di assonanza col mio vedere?-
_… certamente…_ continua quella vocina falsamente melliflua ed ironica
_… vivresti meglio, proveresti meno dolore e non saresti lo zimbello di chi è nella normalità…_
Intreccio le dita nei capelli, quasi fino alla radice per sentirne quel lieve dolore che mi ricorda ancora una volta che sono un essere umano anche io… che respiro e penso e non ho proprio nulla da invidiare a quei serpenti viscidi che si avvinghiano alle caviglie sotto le più svariate forme di provocazioni quotidiane!
Si forse vivrei meglio se ricadessi nella spirale della banale comunità… ma non sarei più io…
col mio cuore, col mio sentire, col mio infantilismo nonostante lo scorrere dell’età…
no, non cambierei mai, dovrei soltanto tornare a nascere…
cado e mi rialzo per ricadere, mi curo le ferite per riprenderle… ma sono felice di essere una piccolissima
anacronistica molecola nell’universo!

Patrizia ©


Ci son giorni che scivolano piano avvolti quasi dal silenzio che fa mettere in moto i pensieri più nascosti…
le ansie taciute e non dimenticate, le gioie impalpabili consumate nelle emozioni di attimi…
Giorni in cui con determinata ostinazione vuoi fare il punto della situazione, trovi mille scappatoie ai tuoi perchè senza risposta, t’illudi in un sogno e riemergi alla luce accecante della tua realtà…
Giorni in cui vorresti spaccare il mondo mostrare la tua forza superiore a quella di un disegno tracciato alla nascita e giorni che vorresti si ripetessero all’infinito ma sai che non è possibile…
La felicità è come mangiare un gelato devi fare in fretta altrimenti si scioglie e ciò che ti resta sono soltanto le mani appiccicate di zucchero ed il sapore in bocca di dolcezza…segni evidenti che anche tu sei stata baciata dalla felicità…
Giorni in cui hai il dubbio di essere un fallito, che nonostante t’impegni pensi di non far mai abbastanza, di non essere capito o frainteso… sono quelli i momenti in cui un magone incredibile t’investe… cadi, sprofondi… ma riemergi a nuova vita con la voglia di fare sempre meglio… perchè puoi, sai che puoi…
e ci sono ancora giorni neutri, dove nulla di particolare sembra scuoterti…
ed aspetti… un qualcosa che non sai…
senza smanie, senza fretta, mentre sorridi ancora…

Patrizia ©

 


… e, proprio come vi dicevo…la vita non arresta mai la sua corsa…
Momenti belli che si alternano a quelli dolorosi…
la vita… e la morte…
Dopo ben 47 anni che vivo nel mio attuale palazzo…
ricordi della mia infanzia, della mia gioventù, dei primi maldestri amori…
la morte del mio papà improvvisa e dolorosa, il mio fidanzamento
ed il matrimonio dopo appeni 9 mesi di conoscenza…
La nascita di mio figlio, la nostra famiglia che pian piano si consolidava…
e la presenza in casa costante della mia mamma che non ho mai lasciato dopo la morte del papà…
E… per finire questa prima trance… una fetta importante che resterà sempre racchiusa
nel mio quartiere… tra le mie pareti…la morte dolorosa della mamma…
A questo punto, abbiamo deciso di dare un taglio…
Con gli anni si diventa più fragili, più emotivi… non potevamo più restare in questa casa
dove tutto mi parla della mamma, è ora il tempo… di dar vita alla seconda fetta
del tempo che ci vede ora in tre…più soli… ma ancora più uniti…
dobbiamo regalarci questa possibilità ed imparare a crescere con le nostre gambe…
certi che i ricordi si portano nel cuore senza mai abbandonarci un solo istante…
E… così… ci siamo messi alla paziente ricerca di un’altra casa… questa volta,
in un quartiere diverso, per me molto comodo perchè ho scuola poco distante…
cosa importantissima per me…perchè non ho patente e dipendo sempre dagli altri
che, pazientemente, non mi hanno mai ostacolata chiedendomi un trasferimento…
sapendo che vivo in una realtà a me consona…
E’ proprio vero… “Le pagine della vita non si possono strappare…
bisogna girar pagina e saper ricominciare…”
E…son certa che lei ci guarda e ci approva sorridendo…
Patrizia


Anteprima della mia casa…luminosa, grande… e per noi meravigliosa…

http://www.youtube.com/watch?v=nFofeiEACTY


Il tempo non arresta mai la sua corsa,
implacabile va avanti…
incurante del dolore, degli affanni,
non arretra e porta a termine il suo disegno…
E… mia madre è finita il 2 agosto alle ore 20.
“Finita…” questa parola mi rimbomba nella testa
e mi grava sul cuore come un macigno…
Non sono ancora capace di esternare il mio dolore…
Temo d’incapsularlo dentro di me… e fa più male…
i ricordi si affollano, la sua voce è in casa
e soprattutto la sua presenza si staglia pregnante in ogni mio gesto…
Non mi resta che ritrovare una mia nuova dimensione
non voglio sprofondare in un mare di ricordi…
ma far diventare i ricordi
il mio nuovo sentiero di crescita e di evoluzione…
Patrizia ©


Dicono che tirare fuori la rabbia ed il dolore faccia bene…
Mal mi sposo con questa sintesi perchè ho imparato e sperimentato
che l’unica vera forza è quella interiore…
Il problema nasce quando anche quella, giorno dopo giorno,
si sgretola… si frantuma in piccoli pezzi acuminati che,
con effetto boomerang, si ritorcono contro conficcandosi nella pelle
provocando miniferite dalle quali sembra sgorgare un rivolo di sangue
senza fine…
La mente si annebbia, le idee si confondono e le domande mute senza risposta
danzano una danza dapprima lenta poi ritmica interminabile mentre la realtà sfuma
ed una nuova dimensione entra a far parte del reale…
Non esistono persone ma solo ombre senza contorni che, irriverenti, sorridono con sarcasmo
alla vista del sangue che sgorga svuotando ogni energia.
Ecco che la danza allora cambia diventa più assordante, ogni fibra del corpo si tende fino allo spasimo,
alla ricerca di qualcuno in grado di ascoltare, confortare ed alleggerire nel momento dello stremo!
Purtroppo però oggi c’è troppa “smania di star bene” o di “paraventarsi il culo fingendo di star bene”…
ed il piccolo essere umano, con la consapevolezza umile dei propri limiti, si arrende all’evidenza…
ritrovandosi, ancora una volta, più solo ad urlare sulla vetta di una montagna…
dove l’unico sollievo è il rimbombo dell’eco della propria voce…
Entra in ballo la fede, quella misteriosa, impalpabile forza che si accetta o si rifiuta con estremismo…
Per fede intendo l’appiglio, non importa quale, può trattarsi di un Essere superiore, chiamato Dio
oppure Maometto o Allah, che ci porta a credere in concetti, dogmi, al di là dell’esistenza o meno
di prove pro o contro tali idee e affermazioni.
E quando anche questa vacilla si cerca il conforto nei loro ministri che dovrebbero rafforzare,
aiutare e sostenere chi smarrisce la via oppure vive un momento di sconforto!
Ho sempre pensato però che loro prima di essere ministri sono uomini… semplicemente uomini
che rivestono una delicatissima carica ma con tutti, nessuno escluso, limiti ed errori dei comuni mortali…
Ed è questo che ho notato in questo periodo difficilissimo per me…
Mia madre ci sta per lasciare… combattiamo ogni giorno tra numerose sofferenze e tutte le nostre attenzioni
sono esclusivamente volte a migliorarle la qualità dei suoi restanti giorni…
Non mi dilungo nemmeno a tal riguardo, per non essere noiosa…
Chiedere il conforto di un parroco mi era sembrata una cosa giusta…
nulla volevo … soltanto di tanto, in tanto una parola di conforto…
Sorrido mentre scrivo… vi sembra aver chiesto la luna?
Mi sento rispondere… testuali parole… che mi hanno schiaffeggiata con una violenza senza pari…
“Scusa, ..l’Africa mi ha tolto il desiderio di gratificazioni e a costo di diventare insensibile spesso lascio perdere tante cose.. …che poi io detesto il “come stai” da quel poco che conosco di te ti immagino forte nel carattere e immagino tu vada avanti con grande forza nell’animo.. Certo credo faccia piacere anche sentirsi dire come va.. ..eh che in questo sono un po’ orso come stile..”
Rifletto e penso… senza nulla togliere all’Africa… ma dico… il dolore non ha volto unico?
In Africa muoiono bambini come mosche lo so… c’è sofferenza ovunque…
ma anche il dolore di una madre che sta per morire… è straziante…
senza contare che a volte anche una sola piccola attenzione potrebbe darmi 2 minuti di serenità e forza nuova per continuare a lottare…
Mia madre non è “l’Africa”… ma è mia madre…
Allora si continua la ricerca di un sostegno… gli amici…
Bè anche in questo caso, penso di non aver poi fatto una richiesta anomala di muto aiuto…
ma anche i più disponibili… dopo il primo sfogo…sono andati via a gambe levate…imbastendo inutili e miserevoli scuse…
A questo punto… non voglio più nulla da nessuno…
ma quando toccherò il fondo… non ascolterò nessuna parola melliflua di conforto…
perchè quelle parole affettate mi trafigeranno molto di più delle stesse mie schegge conficcate in ogni centimetro della mia pelle!
Patrizia

 


Ho compreso una cosa…
le mie catene sono l’indifferenza altrui…
la forza che mi arrogate
altro non è che lavarvi le mani
come Ponzio Pilato quando mandò a morte Gesù…

Patrizia ©

 


C’è chi nasce ovattato dal calore
dall’amore di genitori che trepidanti hanno atteso
il nuovo arrivo.
C’è chi nasce tra mura confertevoli,
tutine multicolori preparate a festa e ninnoli in eccesso
nemmeno consoni ad un bimbo appena nato…
C’è chi nasce per sbaglio, per ironia della sorte
e poi abbandonato… e c’è chi appena nato viene cestinato
come carta straccia in un cestino di un w.c….
C’è chi nasce nella povertà di un ambiente malsano e maleodorante
con appena qualche tutina riciclata e lotta fin da allora
per crescere sano e forte…
C’è chi nasce e soffre già…
c’è chi nasce ed il dolore non sa cosa sia…
C’è chi nasce dall’amore e chi dalla violenza…
chi per errore di un conto mal fatto
e chi dopo molti conti a tavolino fatti e rifatti…
e c’è perfino chi nasce da un seme sconosciuto donato chissà da chi…
Vissuti diversi che modificano la crescita,
la formazione psicologica e mentale
vuoti a volte difficili da colmare o da ridimensionare…
embrioni talvolta minati catapultati in una società mediocre
incapace di ricucire un filo di una tessitura uniforme
ma presenta a tutti l’unico identico conto…
Patrizia ©


Il mio vuole essere un inno alla vita… a non arrendersi mai
ma consapevoli di quel che capita, senza fare lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia…
La società dovrebbe essere più attenta a cogliere i vari perchè di molti adulti che talvolta hanno atteggiamenti incomprensibili…
Solo scendendo nel profondo, andando alla radice… forse potremmo essere più attivi… meno saccenti ed egoisti…

Un raggio di sole nella mia casa



Piccoli gesti
garbate sfumature
mi ritemprano

Ho ancora un sogno



"Si, è vero, io stesso sono vittima
di sogni svaniti, di speranze rovinate,
ma nonostantre tutto oggi voglio concludere dicendo che
io ho ancora dei sogni,
perchè so che nella vita non bisogna mai cedere.

Se perdete la speranza, in un modo o nell'altro,
perderete quella vitalità che rende degna la vita,
perderete quel coraggio di essere voi stessi,
quella qualità che vi fa continuare nonostante tutto.
Ecco perchè io ho ancora un sogno..."
(Marting Luther King)

Crescendo impari…

La mia musica

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